Smog, nasce la mappa per monitorare la qualità dell’aria

 

Più di 400 mila europei l’anno muoiono prematuramente a causa delle particelle sottili degli inquinanti atmosferici.

Lo rivela l’analisi dell’Agenzia Europea dell’Ambiente nell’ “Air Quality Europe Report” del 2017, sulla base di dati raccolti in oltre 2500 stazioni di monitoraggio in tutta Europa.

 

 

 

Si stima infatti che circa il 90 % degli abitanti delle aree urbane sia esposto a concentrazioni di inquinanti che superano i livelli ritenuti dannosi per la salute.

 

Per esempio, il particolato sottile (PM2.5) ridurrebbe l’aspettativa di vita di più di 8 mesi. In Europa, i maggiori responsabili delle emissioni di inquinanti atmosferici sono il trasporto su strada, l’agricoltura, le centrali elettriche, l’industria, il trattamento dei rifiuti e i nuclei domestici con i riscaldamenti e le stufe.

 


E non è un caso che nelle fredde giornate invernali i telegiornali parlino di allarmanti livelli di inquinanti nell’aria delle nostre città, anche se i dati ci dicono che la qualità dell’aria in Europa sta lentamente migliorando.

Tra gli strumenti che l’Unione ha messo in campo per sensibilizzare gli europei alla questione ce n’è uno alla portata di tutti: una mappa interattiva con cui il cittadino può verificare in diretta la qualità dell’aria nella propria città o regione e avere una visione complessiva di come vanno le cose negli altri stati europei.

 

 

L’Air Quality Index, piattaforma lanciata dalla Agenzia dell’Ambiente e dalla Commissione europea, è uno strumento nuovo e preciso basato sui dati forniti in tempo reale da centinaia di stazioni di monitoraggio in ogni paese dell’Unione.

La mappa può essere ingrandita o rimpicciolita e tramite il menù a tendina si può scegliere il paese e l’arco di tempo da analizzare.

 

 

I cerchi colorati nella mappa indicano invece la qualità dell’aria: se è azzurro c’è una buona qualità, il cerchio rosso scuro indica invece un elevato inquinamento atmosferico.

La mappa accessibile e gratuita è disponibile sul sito dell’ “European Environment Agency”: clicca qui se vuoi saperne di più.

 

Clara Stevanato, per Europhonica.