POLONIA: Stato autoritario o motore d’Europa?

 

La Polonia ha due facce: da una parte è uno dei motori d’Europa con un’economia in costante espansione, dall’altra molti politologi, giornalisti e attivisti hanno denunciato la svolta autoritaria che sta rapidamente prendendo il governo, guidato da Beata Szydło.

 

 

 

 

La Polonia è il sesto Stato europeo per popolazione e l’ottava economia.

Negli ultimi anni il paese ha avuto uno sviluppo incredibile: tassi di crescita del pil superiori al 6 per cento nel 2006 / 2007, l’unico Paese Ue a non andare mai in recessione, l’anno scorso la crescita è stata del 2.7 %.

 

 

La situazione politica è meno rassicurante: nel 2015 le elezioni sono state vinte dal partito di estrema destra Diritto e Giustizia (Pis) e due dei suoi esponenti, Andrzej Duda e Beata Szydlo, sono diventati rispettivamente presidente della Repubblica e primo ministro della Polonia.

Dopo questa vittoria sono state varate misure illiberali, per esempio la legge antiaborto, bloccata dalla ‘protesta nera’ delle donne polacche o quella per limitare l’indipendenza del potere giudiziario.

 

 

Maciej Kisilowski, professore di diritto della Central European University di Budapest ha scritto su Politico che la riforma del sistema giudiziario segna un punto di non ritorno autoritario per la Polonia.

La riforma dà la possibilità al governo di scegliere i membri del consiglio incaricato di nominare i giudici e prendere decisioni sulle loro carriere, e, soprattutto permette di poter mandare in pensione, non importa l’età, gli 83 giudici più influenti del sistema e sostituirli con altri più vicini al governo.

 

 

Da parte di Bruxelles ci sono stati diversi ultimatum che però non hanno ancora portato ad azioni concrete.

 

Donald Tusk è il presidente del Consiglio europeo ed è polacco. Tusk è apertamente in conflitto con il governo di Varsavia, tuttavia ha dichiarato, riferendosi al presidente della Repubblica Duda ‘È nostra responsabilità condivisa di prevenire uno scenario nero che potrebbe in ultima analisi portare alla marginalizzazione della Polonia in Europa.

 

 

Sabato a Katowice le foto di sei eurodeputati polacchi sono state appese su forche di legno.

 

La manifestazione è stata organizzata da alcuni esponenti della destra radicale e ha preso di mira Piattaforma Civica (Po), il partito del centro-destra liberale di opposizione.

Il 15 novembre 438 deputati del parlamento europeo, tra i quali i 6 politici messi sulla forca, hanno votato per l’attivazione del meccanismo previsto dall’articolo 7 del trattato sull’Unione che potrebbe portare la Polonia a perdere il diritto di voto nel Consiglio.

 

 

Margherita Odasso per Europhonica