NO VAX: cosa fa l’Europa per i vaccini?

“I movimenti no vax hanno la responsabilità morale per la morte di diversi bambini”.

Lo ha detto il Commissario europeo alla Sanità, Vytenis Andriukaitis, rispondendo alle domande dei giornalisti durante la conferenza stampa sullo ‘stato di salute’ dei sistemi sanitari dell’Unione Europea.

 

 

 

 

Anche l’Italia è stata coinvolta dal fenomeno, e lo stesso Andriukaitis ha sottolineato che nel nostro paese “la riduzione delle vaccinazioni ha portato a un’epidemia preoccupante di casi di morbillo nel 2016 e 2017“.

 

 

Visto anche che l’Unione Europea non ha competenza per la definizione delle politiche sanitarie nazionali, Andriukaitis ha chiesto ai governi di “sostituirsi” ai genitori che non vaccinano i figli, per “proteggere il loro diritto alla vita” imponendo la vaccinazione obbligatoria: “I bambini non possono scegliere, noi sì”, ha affermato il  commissario.

 

 

Nonostante tutti i paesi europei abbiano un piano di vaccinazione, sono ancora troppi, dunque, i bambini che non vengono vaccinati.

 

Grazie all’accordo sulla necessità di rafforzare la vaccinazione infantile a livello UE, completato con le conclusioni del Consiglio sulla vaccinazione infantile del 2011, le istituzioni europee hanno tuttavia fatto importanti passi in avanti.

 

 

La Commissione, insieme al Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC) e all’Agenzia europea per i medicinali (EMA), svolge un’importante attività di sostegno, ad esempio offrendo consulenze sulle migliori pratiche da seguire quando insorgono malattie prevenibili con il vaccino, finanziando progetti  sulla vaccinazione attraverso il programma Salute e migliorando i dati per il controllo della copertura della vaccinazione attraverso la rete VENICE.

 

Lorenzo Pelucca per Europhonica