Ma le donne comandano in Europa?

Angela Merkel, Theresa May. Federica Mogherini. Sono tre delle 5 donne politiche più influenti a livello mondiale secondo la classifica stilata da Forbes, la rivista statunitense di economia e finanza.

 

 

 

 

 

Insomma, è una donna la cancelliera della Germania, che è la quarta economia mondiale del Pil. Una donna è alla guida della Gran Bretagna in un momento critico: il passaggio d’uscita dall’Europa dopo la brexit. E sempre una donna è l’Alto Rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza.

Tre cariche molto forti che dimostrano una cosa: le donne contano in Europa.

Ma non vi sembrano troppo poche?

 

Angela Merkel, cancelliere della Germania


Basta fare un paio di calcoli per rendersi conto che se le donne politiche hanno influenza, rimangono comunque un piccolissimo gruppo. È quello che emerge dal report “BALANCED PARTICIPATION OF WOMEN AND MEN IN DECISION-MAKING” redatto dalla Gender Equality commission del Consiglio d’Europa.

Nel 2016 in Europa le posizioni al vertice della gerarchia politica sono ancora quasi esclusivamente ricoperte da uomini. Neanche il 10% dei paesi presi in considerazione arriva al 40% di ruoli ricoperti da donne.
Dal 2005 la percentuale delle donne è cresciuta in qualche caso, ma non in modo sistematico.

Lo stesso vale per i partiti politici, in 26 stati su 43 non c’è nemmeno una donna a capo di un partito.

 

A sinistra, Theresa May, Primo Ministro inglese.

 

Dati che sono confermati dal Global Gender Gap Report, uscito la settimana scorsa. Un report annuale, dal 2006, costruito da World Economic Forum.

Ad esempio, per quanto riguarda il potere politico, il divario si sta allargando e solo l’Islanda lo ha colmato per più del 70%. L’Europa occidentale resta la regione al mondo con il gap più ridotto, e cioè del 25% in media.

Ma non è solo un problema politico, il Global Gender Gap Report ha studiato 144 paesi riguardo la parità, o disparità di genere, su partecipazione economica e opportunità, educazione, sanità e occupazione.

 

Federica Mogherini, Alto Rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza

 

A livello globale il divario di genere è al 68%.

 

Con questi ritmi, ci vorranno 100 anni per colmarlo rispetto agli 83 stimati lo scorso anno.

Eppure, segnala il Wef, se si colmasse la parità di genere il Pil del mondo aumenterebbe di 5,3 miliardi di dollari.
Infatti, garantire il pieno sviluppo e l’adeguata distribuzione anche dell’altra metà dei talenti mondiali, ha un grande impatto sulla crescita, la competitività e la disponibilità futura delle economie e delle imprese di tutto il mondo.

 

I dati sono allarmanti e ciò che preoccupa è il fatto che le percentuali non si alzino in maniera sistematica… Ovviamente è fondamentale valutare i parametri presi in considerazione e tutte le dinamiche che possono sfuggire alle statistiche. Ma se è la realtà a parlare chiaro, cosa stiamo aspettando?

 

Caterina Moser per Europhonica