Liberi e Uguali

 

 

Liberi e Uguali si presenta nello scenario politico italiano come una lista di sinistra alternativa alla coalizione di centro sinistra guidata dal PD.

È la sintesi di tre forze politiche: Possibile, MDP e Sinistra italiana ed è guidata dal Presidente del Senato Pietro Grasso.

 

 

 

 

La lista si definisce europeista ma propone un modello di Unione europea differente.

LeU auspica una riforma dell’Ue su vari fronti: a livello politico attraverso l’abbattimento della visione tecnocratica di Bruxelles e a favore di una visione che guardi innanzitutto al popolo europeo e alla solidarietà.

Per questo propone di dare più poteri al Parlamento Europeo così che possa eleggere un vero governo europeo.

 

 

Liberi e uguali critica l’attuale politica di austerity dell’UE e propone di ridiscutere gli accordi e trattati commerciali di libero scambio che antepongono il principio del libero mercato a quello della tutela del consumatore e del lavoratore.

Nel programma ci sono anche proposte per rafforzare i poteri di controllo della Banca Centrale Europea, reinserire la netta distinzione tra banche commerciali e di investimento e la correzione della direttiva sul Bail in, che prevede che in caso di crisi bancaria, siano solo gli azionisti e i correntisti della banca sopra i 100 mila euro a pagare e non i contribuenti.

 

 

In materia fiscale, il programma propone di istituire tre imposte a livello europeo: una sulle transazioni finanziarie (Tobin Tax), una sui profitti delle multinazionali e una web tax sui beni e servizi digitali erogati da aziende non residenti in Italia.

Un punto a parte del programma è poi riservato alla lotta all’evasione e elusione fiscale.

LeU propone un piano europeo coordinato per una tassazione dei grandi patrimoni delle multinazionali e una lotta contro i paradisi fiscali, presenti anche all’interno del territorio europeo.

 

 

Infine l’accoglienza e l’immigrazione.

La proposta di LeU è di rigettare gli accordi con Paesi in cui non siano garantiti i diritti umani, promuovere un reale sviluppo dei Paesi di provenienza e impedire che essi vengano continuamente depredati.

La lista propone la nascita di un unico sistema di asilo europeo che superi il criterio del paese di primo accesso voluto dalla Convenzione di Dublino per la quale il primo Paese in cui avviene la registrazione del rifugiato, è l’unico responsabile della richiesta d’asilo.

 

 

Fabiano Catania per Europhonica