Italia al primo posto in Europa nei progetti Green

L’Unione europea investirà 83 milioni di euro in 31 progetti ambientali per rendere l’Italia più Green.

Ce ne sono di tutti i tipi:  dalla conservazione della laguna nord di Venezia alla tutela di animali rari come il capovaccaio, piccolo avvoltoio in via di estinzione nel sud Italia; dalla sperimentazione di nuovi sistemi di consegna delle merci per abbassare l’inquinamento dell’aria allo studio per rendere più “verde” il processo di produzione del grana padano.

 

 

 

 

Tutti progetti possibili grazie al pacchetto di investimenti di 222 milioni di euro destinati al Programma LIFE, che riguarda 4 macrotemi: la salvaguardia della natura e della biodiversità; la protezione dell’ambiente, l’azione per il clima e infine la divulgazione scientifica e le campagne di sensibilizzazione.

 

 

 

Il programma, nato nel 1992, ha cofinanziato oltre 4500 progetti con risultati visibili nel breve e lungo periodo.

Pensate che nel solo 2016, su un totale di 170 progetti europei finanziati, l’Italia si è classificata al primo posto: 31 progetti vinti per un totale di 83 milioni di fondi ricevuti; sul podio anche Spagna, con 79,4 milioni di euro per 44 progetti, e Paesi Bassi, con 33,5 milioni di euro per 5 progetti.

 

 

 

 

Uno degli esempi più interessanti è stato il progetto quadriennale, coordinato dall’Università Ca’ Foscari di Venezia e cofinanziato dall’Unione europea al 60%, relativo alla ricostituzione di dune e barene, piccoli isolotti sabbiosi semisommersi tipici dell’ambiente lagunare, e della vegetazione lagunare e litoranea autoctona in 2000 siti costieri in Veneto.

 

 

 

Stefano Boato, docente di pianificazione territoriale e ambientale allo IUAV di Venezia, ci dice che il progetto di salvaguardia della biodiversità lagunare, ha portato in soli 3 anni alla completa ricolonizzazione di alcune aree della laguna.

I finanziamenti europei hanno permesso di piantare nuove fanerogame marine, ovvero piante simili alle alghe ma più complesse perchè dotate di radici, fusto, fiori, foglie e semi. La natura poi ha fatto il resto: infatti i semi prodotti da tali trapianti, grazie al vento e alle maree, hanno innescato un ripopolamento diffuso producendo risultati significativi in termini di ricostituzione dell’habitat lagunare.

 

Clara Stevanato per Europhonica