Il tuo Paese è instabile? Dipende dalla varietà di formaggi.

 

Il sogno di ogni politico è sapere cosa rende instabile il proprio paese.

 

 

 

 

In Italia stanno cominciando le consultazioni per decidere chi sarà il prossimo presidente del Consiglio.

Nel Regno Unito, la premier Theresa May è sempre sull’orlo di una crisi di nervi. Ma anche di governo, schiacciata tra la minoranza interna e l’opposizione sui negoziati Brexit.

In Francia il presidente Macron deve gestire gli scioperi dei lavoratori per le sue riforme liberali e la paura dei cittadini per gli attacchi terroristici degli ultimi anni.

D’altronde, “Com’è possibile governare un paese che ha 246 tipi diversi di formaggio?” si chiedeva il suo predecessore Charles De Gaulle negli anni ‘50.

 

 

Fermi tutti, non sarà che in questi paesi ci sono veramente troppi tipi di formaggio?

Il sito Politico ha preso la cosa seriamente e ha messo a confronto la varietà di formaggi presenti nei vari paesi dell’Unione Europea con l’indice di stabilità politica e assenza di terrorismo negli stati della World Bank.

L’indice creato dalla Banca Mondiale tiene conto della percezione della probabilità che il governo di un paese sia destabilizzato o rovesciato in maniera violenta o anticostituzionale.

A quanto pare c’è una correlazione, la Francia è il secondo paese più instabile, ma De Gaulle si sbagliava, ha infatti più di 1200 varietà di formaggio.

 

 

Secondi sul lato caseario sono gli inglesi con 700 varietà e terzi gli italiani, ma rispettivamente sesti e quinti per instabilità.

L’eccezione che conferma la regola è la Grecia, capolista per instabilità in UE ma tra chi ha meno scelta nel bancone latticini.

La soluzione è lampante, aboliamo il Camembert.

E se la situazione politica del nostro paese ci preoccupa o siamo angosciati dal dover scegliere tra troppi tipi di formaggi trasferiamoci tutti in Lussemburgo, che ne ha solo 20 ed è il paese più stabile dell’UE.

E voi sareste pronti a rinunciare a parmigiano o il pecorino sulla vostra pasta in cambio di più stabilità?

 

 

Sonia Curzel per Europhonica