Il traffico di donne nigeriane tra prostituzione e riti voodoo.

 

Una buona notizia sul fronte della lotta alla prostituzione illegale.

Il team dell’Europol, l’agenzia dell’Unione Europea che aiuta gli Stati membri nella lotta contro la criminalità organizzata, ha smantellato un’organizzazione che gestiva un giro di tratta e prostituzione di donne nigeriane in Spagna e Regno Unito.

 

 

 

 

Si tratta di una delle più grandi operazioni di contrasto al traffico di esseri umani in Europa, che ha portato a 89 arresti e alla liberazione di 39 donne.

Le indagini sono iniziate grazie alla denuncia di una delle vittime che ha ricostruito davanti agli inquirenti il sistema di traffico e sfruttamento messo in piedi dall’organizzazione.

In cambio della promessa di un lavoro, le vittime erano state trasferite dalla Nigeria in Europa, passando per la Libia e l’Italia; una volta giunte in Spagna le donne erano state obbligate a prostituirsi per ripagare un debito di circa 30.000 euro, contratto con i loro sfruttatori per poter affrontare il viaggio verso l’Europa.

Un debito che le vittime erano costrette a saldare sotto la minaccia di maledizioni voodoo che avrebbero colpito le ragazze e le loro famiglie.

 

 

Da anni in Nigeria, migliaia di giovani provenienti soprattutto dal popolo Edo, si sottopongono a veri e propri riti magici con cui si impegnano a restituire grandi cifre ai trafficanti che le condurranno in Europa in cerca di lavoro.

La maggior parte è costretta a prostituirsi per saldare i conti, teme di rivolgersi alle autorità per paura di rompere la promessa fatte e incappare nelle maledizioni.

 

 

Un grande passo in avanti per arginare questo sistema di ricatti e prostituzione è stato fatto anche dal re nigeriano Eware II, massima autorità religiosa del popolo Edo.

Alcuni giorni fa il sovrano ha formulato un editto con cui ha revocato tutti i riti di giuramento che vincolano le donne trafficate, obbligando i sacerdoti locali a non praticarne più.

Una decisione che potrebbe spingere tante ragazze, ancora costrette a prostituirsi sulle strade europee, a denunciare i loro aguzzini e a  liberarsi dalla schiavitù.

 

Giuliana Ricozzi per Europhonica