EU PILL. Dopo Galizia e Kuciak, c’è libertà di stampa nell’UE?

 

È un nuovo, inaccettabile attacco alla libertà di stampa, valore fondante della nostra democrazia”.

Così Antonio Tajani ha definito il brutale assassinio del giornalista slovacco Jan Kuciak, omicidio che gli inquirenti confermano legato alle inchieste portate avanti dal reporter.

 

 

 

 

L’appello del presidente del Parlamento Europeo è rivolto alle autorità slovacche, perché trovino e puniscano i colpevoli. Ma le cose si complicano se ad essere coinvolti seppur indirettamente sono i vertici stessi dello stato balcanico.

Il terremoto mosso da Kuciak non risparmia infatti neanche il premier Fico e la situazione è pericolosamente simile a quella che solo quattro mesi fa si è verificata in un’altra nazione europea, Malta, dove la giornalista Caruana Galizia è stata brutalmente uccisa dopo aver portato alla luce gravi casi di corruzione all’interno del governo in carica.

 

 

Fatti del genere, di una tale brutalità e gravità, saltano ancora più all’occhio se si dà uno sguardo al World Press Freedom Ranking 2017, che vede molti Stati europei in cima alla classifica per la libertà di stampa (prime Norvegia, Svezia e Finlandia; la Slovacchia in 17º posizione).

Eppure la vecchia Europa deve fare i conti con alcuni paesi a rischio, tra cui al 52° posto l’Italia, la Polonia, sorvegliata speciale dell’Ue al 54º, e la Grecia, addirittura all’88º.

 

 

È chiaro che le motivazioni siano diverse, eppure dati del genere e soprattutto fatti di cronaca come la vicenda slovacca  restano inaccettabili per un’unione che fa della libertà d’espressione uno dei criteri inderogabili di accesso alla propria comunità (basti pensare alle incessanti discussioni in sede di negoziati di adesione con la Turchia di Erdogan e alle procedure di controllo ancora in corso sulla Polonia).

 

 

Ma cosa può fare concretamente l’Unione europea?
Viene da pensare che più che occuparsi della tutela degli organi di stampa – sulla carta ampiamente difesi dalle istituzioni – la vera sfida dell’Ue debba essere combattere quel marcio che la stampa denuncia, ma farlo prima che questo costi la vita ad altre persone.

 

 

Sabrina Fasanella per Europhonica