#Eu History. Negli anni ‘50 esisteva già una tessera dei giovani europei

 

Si è appena concluso il Ventotene Europa Festival che ha visto 140 giovani da tutta Europa riunirsi nell’isola laziale per stilare un Trattato dei Giovani Europei da consegnare ai vertici della Commissione Europea.

Il “Rights Compact”, così è stato ribattezzato il trattato, è un impegno scritto sui diritti fondamentali dell’individuo e insiste su 14 temi fondamentali tra cui la democrazia, la comunicazione tra forze europee, la coscienza ecologica.

 

 

 

 

Ma se i giovani di oggi si interrogano su un’Unione Europea già esistente, non era così per i nostri nonni che videro la costruzione dell’Ue nel corso degli anni ’50.

Basti pensare che nel 1957, l’anno in cui sono stati firmati i Trattati di Roma, soltanto dieci degli attuali 27 Stati membri erano democrazie. A quell’epoca poi, le frontiere nazionali erano un ostacolo alla libera circolazione ed esistevano restrizioni alla libertà di pensiero e espressione.

 

 

La scelta di Ventotene per il meeting di qualche giorno fa non è casuale perché è proprio lì che nell’agosto del 1941 Altiero Spinelli ed Ernesto Rossi, confinati nell’isola insieme ad altri antifascisti, scrissero il “Manifesto di Ventotene”, diffuso tramite il periodico clandestino L’Unità Europea, dando vita nel ‘43 al “Movimento Federalista Europeo”.

L’MFE nasceva per superare la sovranità assoluta dei singoli stati creando la Federazione Europea il cui scopo prioritario era garantire al vecchio continente la pace, la democrazia e la giustizia sociale dopo l’orrore del nazifascismo e delle guerre mondiali.

Il numero dei tesserati MFE ha raggiunto la sua massima espansione, cioè 50.000 iscritti e 1.000 sezioni, nel 1954, in corrispondenza con la battaglia per la Comunità europea di difesa (CED) e la Comunità politica europea, che faceva intravedere la federazione europea come un traguardo vicino.

 

 

La tessera all’epoca era annuale ed era firmata dal segretario generale Spinelli, uno dei fondatori del MFE. Sul tesserino campeggiava una bandiera issata che rappresenta una lettera E di colore verde, ancora simbolo del movimento.

Ad oggi gli iscritti sono appena 3.500. Nel 1952, Alcide De Gasperi, convinto europeista, vicino al MFE per principi e ideali, incontrò una parte della sezione giovanile del Movimento Federalista Europeo a Bressanone: si trattava degli studenti di giurisprudenza dell’Università di Padova, impegnati nei corsi estivi nella città trentina, scelta a simbolo della cultura mitteleuropea.

 

 

Qui il trentino De Gasperi, accompagnato dalla consorte, parlò ai giovani europeisti delle potenzialità dello sviluppo europeo: bisognava puntare alla pace e alla democrazia. Gli Stati nazionali non avevano più consistenza economica, politica e militare, indipendente. L’Europa doveva ritrovare nell’unità federale il modo per far sentire i valori che rappresentava, pur nel disastro bellico.

De Gasperi, che dedicò instancabilmente gli ultimi anni della sua vita al futuro dell’Europa, collaborando gomito a gomito con Schuman e Adenauer, fu per quei giovani “di caldi sensi e belle speranze un esempio fondamentale che sapeva dare indirizzi culturali e politici incisivi, mai più perduti.

 

 

Clara Stevanato, per Europhonica