Diem25 e i suoi fratelli. Le liste transnazionali d’Europa

 

Le elezioni europee di maggio 2019 si preannunciano un crocevia decisivo per il futuro dell’UE. Con i movimenti euroscettici in continua crescita, la possibilità di un terremoto come quello avvenuto in Italia lo scorso 4 marzo non è fantapolitica.

La tornata elettorale del prossimo anno rivestirà però anche un ruolo importante dal punto di vista storico: sarà la prima senza il Regno Unito che, dopo la Brexit, ha lasciato i suoi 73 seggi all’Europarlamento.

 

 

 

 

Nel tentativo di rendere più democratici i processi di scelta dell’UE, sono arrivate diverse proposte da parte del presidente francese Macron, del governo Italiano e di partiti della sinistra europea, per creare liste transnazionali attive in in un’unica grande circoscrizione europea invece che nei singoli stati membri.

La proposta della circoscrizione unica è stata però bocciata dal Parlamento Europeo riunito in seduta plenaria a Febbraio con i voti decisivi del PPE, contrario a questa rivoluzione elettorale.

 

 

Mentre si tenta di capire se l’idea sia definitivamente naufragata o meno, lo scorso 10 marzo è comunque nata ufficialmente la prima lista transnazionale europea: Diem25 dell’ex ministro delle finanze greco Yanis Varoufakis.

Si tratta di un movimento trasversale europeista ma antisistema che ha raccolto l’adesione, tra gli altri, di Benoit Hamon (ex candidato socialista alle presidenziali francesi 2017) in Francia, di Luigi De Magistris (sindaco di napoli) in Italia, e altri partiti e movimenti in tutta l’Unione.

Il tema resta molto caldo e continua a essere centrale nell’agenda politica del presidente francese Macron e del Partito Democratico italiano. Lo scorso 22 marzo, Sandro Gozi, sottosegretario agli affari europei uscente, in un’intervista pubblicata da “Il Foglio” ha auspicato la creazione di nuove alleanze europee attraverso le prossime elezioni, superando il campo del PSE.

Il PD dovrebbe essere uno dei federatori di questa nuova alleanza”, ha dichiarato Gozi.

 

 

Sembra che tra gli europeisti ci si stia già organizzando.

Ma qual è invece la situazione a Visegrad?

La Città diventata simbolo del blocco euroscettico sovranista formato da Lega, Front National, AFD e altri?
Non si è ancora parlato della possibilità di una lista transnazionale che metta insieme le forze euroscettiche ma sicuramente questi partiti non resteranno a guardare mentre gli altri organizzano.

Resta da sciogliere il nodo del meccanismo di funzionamento delle liste transnazionali, bocciate dall’Europarlamento nella sua idea di circoscrizione europea unica. Saranno semplici cartelli elettorali come fu “l’altra Europa con Tsipras” nel 2014?

O riusciranno a costituire un vero soggetto politico unitario che riunisca effettivamente più popoli europei?

 

 

Fabiano Catania per Europhonica