Cos’è il GEOBLOCKING e perché non potremo vedere Netflix e SkyGo all’estero.

In più di un’occasione l’Unione Europea ha rischiato di sembrare affetta da disturbi della personalità a causa di alcune sue scelte contraddittorie.

Il caso emblematico riguarda la difficilissima strada per costruire un mercato comune che fu il primo obiettivo che i paesi fondatori dell’allora CECA prima e CEE poi, si prefissarono.
Oggi, nell’era di internet, mettere in comune carbone e acciaio non basta più ma risulta essenziale concentrarsi sui nuovi fenomeni economici digitali: l’e-commerce e lo streaming che risultano ancora poco fruibili fuori dai confini dei singoli stati membri dell’unione.
Per fare un esempio, le reti italiane Rai e Mediaset non permettono lo streaming dei loro programmi fuori dai confini nazionali; la piattaforma di streaming video Netflix offre contenuti diversi a seconda del Paese dal quale ci si collega e così in Francia è possibile vedere la pluripremiata serie tv “The Walking Dead” ma in Italia no.
Il provincialismo economico dell’UE diventa ancora più visibile nel caso dell’e-commerce: nel 2016 la società di studi GFK ha analizzato per conto della Commissione UE 72 siti di e-commerce evidenziando come un acquisto su tre non si finalizzasse a causa del blocco dell’indirizzo di consegna.
Addirittura nel 26% dei casi si manifestava un problema di pagamento nonostante la moneta comune. Questi ostacoli alla creazione di un vero mercato comune digitale hanno indotto la Commissione UE a puntare forte lo scorso novembre sull’abbattimento di queste barriere.
Tuttavia le problematiche più difficili da superare riguardano le differenze nelle norme del diritto d’autore e fiscali nei vari paesi ma anche i costi di spedizione per le aziende, soprattutto le piccole e medie.
Anche considerando questo difficile contesto, qualche giorno fa il Parlamento europeo, chiamato a votare sugli emendamenti al cosiddetto Sat Cab Regulation, ha deciso di bocciarne la maggior parte lasciando sostanzialmente invariata la situazione e mantenendo di fatto il geo-blocking.
Con tanti saluti alla fruizione libera di merci e servizi nel territorio europeo. Da una parte dunque si proclama la libera circolazione di merci, servizi e persone, ma dall’altra al momento di decidere concretamente verso questa direzione, si fanno solo timidi passi avanti.
Come nel caso del roaming, abolito solo in parte nei paesi europei a causa di pesanti limitazioni nel traffico internet che possono essere applicate a discrezione degli operatori.
Quindi può capitare di pagare per 5 giga al mese ma poterne usare solo 2 fuori dai confini nazionali.
Ad oggi, se si analizza la situazione appena esposta, la libera circolazione è garantita solo in caso di vacanze o brevi soggiorni, ma non per spostamenti lunghi all’interno dei Paesi UE.
La moneta comune ha semplificato il processo di unione del mercato ma doveva essere solo un primo passo che invece è rimasto l’unico. Ad oggi l’UE conta un’unione monetaria ma non economica poichè è ancora la somma delle economie dei 27, non ha un’unione fiscale e non ha nè un bilancio, nè un debito comune.
Fabiano Catania per Europhonica