Corte Europea dei diritti dell’Uomo: a Bolzaneto nel 2001 fu tortura

Sedici anni dopo il G8 di Genova anche la Corte Europea dei diritti dell’Uomo conferma che a Bolzaneto fu tortura.
I giudici di Strasburgo hanno infatti condannato l’Italia per le azioni delle forze dell’ordine nella caserma di Bolzaneto del luglio 2001 e per non aver condotto un’indagine efficace su quanto accaduto.
Le vittime di quei giorni avranno un risarcimento fra 10mila e 85mila euro a testa per i danni morali patiti.

 

 

 

 

 

Secondo la ricostruzione offerta dalla Corte Europea dei diritti dell’uomo, i manifestanti furono “trattati come oggetti per mano del potere pubblico” vivendo per “tutta la durata della loro detenzione in un luogo ‘di non diritto’ dove le garanzie più elementari erano state sospese”.

 

 

Secondo i giudici di Strasburgo sono due le ragioni per cui nessun membro delle forze dell’ordine coinvolto ha passato un solo giorno in carcere.
Primo, l’impossibilità di identificare gli agenti coinvolti, non solo perché non portavano segni distintivi sulle uniformi, ma anche per la mancata cooperazione della polizia con la magistratura inquirente.
Il secondo motivo è tutto legale: mancava nel nostro ordinamento il reato di tortura, entrato in vigore soltanto nel luglio di quest’anno e quindi non applicabile ai fatti di Bolzaneto.

 

 

In Italia il processo penale sulla vicenda si era concluso nel giugno 2013, quando la Suprema Corte di Cassazione aveva condannato sette poliziotti assolvendone quattro, mentre nel precedente giudizio d’appello, i giudici avevano dichiarato prescritti i reati contestati a 37 dei 45 imputati originari tra poliziotti, carabinieri, agenti penitenziari e medici, anche se alle vittime era stato riconosciuto il diritto al risarcimento dei danni.