Consiglio d’Europa: in Italia troppo lunga la durata dei processi

 

Cosa vorrebbe trovare l’Unione Europea sotto l’albero?

Fra i tanti desideri da realizzare, uno sarebbe senz’altro quello della velocizzazione dei processi in Italia.

 

 

 

 

Purtroppo ancora non possiamo fare (e farci) questo regalo perché siamo ancora il Paese europeo dei “processi lumaca” e degli arretrati giudiziari. La situazione migliora rispetto agli anni scorsi ma troppo lentamente.

A dirlo è il Consiglio d’Europa, organo non dell’Unione Europea, che ha lodato gli sforzi italiani nel ridurre i processi civili in primo grado. Ma l’andamento generale dei ricorsi in Cassazione resta negativo: durano troppo e sono sempre di più.

 

 

L’obiettivo non è solo quello di mantenere i risultati raggiunti, ma di consolidarli e l’Italia è invitata a monitorare e riferire tutti i futuri passi avanti in merito, fornendo statistiche e relazioni complete e di volta in volta aggiornate per eliminare definitivamente gli arretrati giudiziari, specialmente per quanto riguarda le Corti d’Appello e di Cassazione, che restano i due ambiti più interessati dal problema.

 

 

Sotto l’albero dell’UE c’è però lo spazio per un regalo italiano: il nostro Paese ha chiuso la supervisione sull’esecuzione di ben 1.723 fascicoli.

Tradotto è riuscita a far eseguire tutte le condanne emesse proprio dalla Corte di Strasburgo dal 1996 ad oggi.

 

 

Un arretrato niente male.

A natale si è tutti più buoni ma l’Italia deve ancora fare tanto per poter chiudere l’anno con la sufficienza. Il problema non può ancora dirsi risolto e il consiglio d’Europa continuerà con controlli incisivi su tutti i processi ancora pendenti.

 

Elvira Fratto per Europhonica