Che fine farà Carles Puigdemont?

Il destituito presidente catalano, fuggito in Belgio assieme a quattro ministri, è ormai ufficialmente ricercato; è stato infatti raggiunto da un mandato di arresto europeo, emesso dalla giudice spagnola Carmen Lamela, con l’accusa di ribellione, sedizione, abuso di potere e disobbedienza.

 

 

In questo caso, a differenza di quanto avviene per la classica estradizione, la procedura è semplificata: il governo spagnolo o belga infatti non hanno voce in capitolo. Tutto avviene tramite contatti diretti tra le autorità giudiziarie dei paesi coinvolti, come ha spiegato il ministro della Giustizia del Belgio Koen Geens.

Dal canto suo la procura di Bruxelles ha confermato di aver ricevuto gli atti dalla magistratura spagnola, ma ha preso tempo: «Stiamo aspettando la loro traduzione e poi li studieremo», ha dichiarato il portavoce Eric Van Der Sijp.

 

 

Nel frattempo Puidgemont, in una lunga intervista alla tv pubblica del Belgio RTBF, ha fatto sapere di essere disponibile a negoziare con il premier spagnolo Mariano Rajoy, dichiarandosi inoltre pronto a candidarsi alle prossime elezioni del 21, anche se lontano dalla Catalogna.

Posso fare campagna da qualunque parte, visto che viviamo in una società globalizzata” ha dichiarato infatti il destituito presidente, confermando la volontà di non voler rientrare in Spagna, dove rischia fino a 30 anni di carcere.

 

 

Un’eventualità, quella della possibile candidatura di Puidgemont e degli altri politici catalani incriminati, che trova anche la conferma nelle parole del portavoce del governo spagnolo Inigo Mendez de Vigo, secondo il quale: “finché non c’è condanna definitiva chiunque abbia i diritti civili intatti può presentarsi alle elezioni“.

 

Lorenzo Pelucca per Europhonica