Biotestamento e fine vita. Come funziona in Europa?

 

L’Italia è diventato il 14esimo Paese europeo ad approvare una legge sul Biotestamento.

Con il voto in senato del 14 dicembre 2017 chiunque potrà disporre dei trattamenti medici a cui vuole e non vuole sottoporsi, dopo aver consultato un medico.

 

 

 

 

 

Tutto ruota intorno al concetto di è il DAT (Disposizioni Anticipate di Trattamento).

Il medico informa il paziente sui rischi e le conseguenze delle varie terapie e il paziente dà poi un consenso (informato), da indicare nel DAT. Questo soprattutto per evitare che vi sia accanimento terapeutico irragionevole sul malato.

 

 

Non si tratta quindi di eutanasia (ancora illegale in Italia) ma di un vero e proprio Biotestamento come avviene già in 13 Paesi europei come Regno Unito, Germania, Finlandia, Spagna, Francia.

In Svizzera, Belgio, Paesi Bassi e Lussemburgo è consentita l’eutanasia attiva o suicidio assistito. In Olanda dall’aprile 2002 è consentita e regolamentata anche l’eutanasia sui minori.

 

 

 

I vari Paesi dovrebbero muoversi all’interno della cornice, comunque non vincolante, che è la Convenzione di Oviedo, documento di bioetica promosso nel 1997 dal Consiglio d’Europa.

La Convenzione contiene alcune linee guida sul tema del fine vita e recita:

I desideri precedentemente espressi a proposito di un intervento medico da parte di un paziente saranno tenuti in considerazione

Con il biotestamento divenuto legge, ora per l’Italia la Convenzione di Oviedo non è più lettera morta.

 

 

Amanda Luisa Guida per Europhonica