Autorizzazione del glifosato in Europa: secondo (o ultimo) atto?

 

In questi giorni la Commissione Europea formalizza la decisione, già votata il 27 novembre, con l’appoggio di 18 paesi, di riautorizzare il glifosato, l’erbicida più usato nel mondo.

Ma a pochi giorni dal tanto contestato voto per il rinnovo a 5 anni del pesticida prodotto dal colosso statunitense Monsanto, Olivier De Schutter, ha rilasciato una dichiarazione che getta benzina sul fuoco e rianima le speranze delle mai sopite battaglie ecologiste.

 

 

 

 

L’ex relatore per il diritto al cibo dell’Onu e giurista dell’Università cattolica di Leuven in Belgio, ha sostenuto infatti che la decisione Ue di rinnovare per cinque anni la licenza del glifosato contraddice i principi dei trattati europei e potrebbe essere impugnata dalla Corte di Giustizia dell’Unione.

 

 

L’Europarlamento o i Paesi che hanno votato contro la decisione, Italia e Francia in testa, ha detto De Schutter in una conferenza stampa convocata dal Gruppo parlamentare dei Verdi europei, possono chiedere alla Corte l’annullamento del provvedimento entro due mesi dalla pubblicazione della decisione formale.

 

 

Secondo Schutter, la disposizione viola le norme europee sotto più punti di vista. Uno su tutti il principio di precauzione il cui scopo è garantire un alto livello di protezione dell’ambiente grazie a delle prese di posizione preventive in caso di rischio potenziale.

Inoltre la decisione non avrebbe tenuto conto del milione di firme raccolte dagli attivisti della coalizione “stop glifosato”.

 

 

Schutter contesta anche il mancato controllo dell’operato delle agenzie EFSA, l’Autorità europea per la sicurezza alimentare, che aveva già espresso perplessità sull’erbicida nel dibattito sull’autorizzazione della soia gm, e dell’ECHA, Agenzia europea delle sostanze chimiche.

 

 

Dal canto loro gli agricoltori esultano per il rinnovo dell’utilizzo del potente erbicida che permetterà alle aziende agricole europee di rimanere al passo con quelle extra comunitarie per quanto riguarda la resa dei raccolti e il contenimento dei costi.

La commissione si trova dunque a gestire la patata bollente dovendo rispondere alle accuse di irregolarità da un lato e alle istanze ecologiste dall’altro.

Che sia l’ultimo atto della questione glifosato? Da come vanno le cose, pare proprio che non finisca qui.

 

Clara Stevanato, per Europhonica