2018, Anno Europeo del Patrimonio Culturale.

 

Di cosa parliamo quando parliamo di Cultura? Domanda capziosa che l’Unione Europea si è posta più è più volte, finendo per consacrare un intero anno, il prossimo, all’argomento.

 

 

 

 

Perché una risposta univoca sarebbe troppo riduttiva, ma è in questo magma di elementi disparati che ogni società affonda le radici, e dal suo ribollire possono affiorare le risposte ai mille quesiti del nostro tempo. Domani a Milano, durante l’evento biennale dedicato al dibattito culturale European Culture Forum, verrà ufficialmente inaugurato l’Anno Europeo del Patrimonio Culturale.

 

 

Da non associare riduttivamente solo a monumenti e siti artistici: Patrimonio è e sarà per tutto il 2018 l’insieme degli elementi costitutivi dell’identità europea: dalla musica alle arti performative e digitali, dal patrimonio linguistico a quello culinario, etnografico e paesaggistico.

Il calendario di eventi ed iniziative in tutta Europa è denso e in continuo aggiornamento, e l’Italia sarà in prima linea, con oltre 70 appuntamenti su tutto il territorio nazionale.

 

 

Dedicare un anno di vita europea a questo tema equivale a metterlo al centro del dibattito sociale e politico, promuovendo e finanziando iniziative per 8 milioni di euro nell’ambito del programma Europa Creativa.

Non è un caso che lo slogan dell’evento sia “Where the past meets the future”.

L’Anno Europeo del Patrimonio non vuole essere solo celebrativo, ma risolutivo e pragmatico: come può la cultura, fondamento della nostra società, sanare le ferite di un’europa mai tanto barcollante?

 

 

Probabilmente il primo passo è proprio focalizzare l’attenzione su di essa e sulle sue potenzialità sociali, economiche e lavorative.

Oltre che naturalmente sull’esigenza di protezione e valorizzazione di quel patrimonio, concreto e insieme intangibile, che ci rende Europei agli occhi del mondo.

Emerge poi l’esigenza di una politica comune a tutela del patrimonio, tuttora assente in UE anche se prevista dal trattato di Lisbona, obiettivo che la commissione si propone di raggiungere proprio nel 2018.

 

Sabrina Fasanella per Europhonica